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domenica 13 aprile 2014

Ossa

Credetemi
quando vi dico
che non bastano
quattro chiodi
per fare
un Gesù Cristo.

Il mondo,
questa balena
gravida,
sgocciolante,
è più subdolo
di un feto
nato morto.

E' ferro disciolto,
acqua all'arsenico.
E guizza, vola
corrode quanto
l'acido che ho
nello stomaco.

Credetemi
quando vi dico
che per nascere
a questo mondo
bisogna aver
fatto un patto
coi vermi.

Ricordatevi
di chiedere loro
un posto prelibato
al chiaro di luna,
così i posteri
vedranno le vostre
ossa, almeno quelle,
luccicare nell'altitudine.

"Gli spicchi di mela sono frammenti che il Bruco dimentica nelle sue gallerie. Qualche volta marciscono, qualche volta vengono ritrovati e altre volte si perdono per strada".

venerdì 11 aprile 2014

Recensione: Marco Parlato - Tiroide - Gorilla Sapiens Edizioni

Ho scoperto questo giovane autore mentre spulciavo il catalogo della casa editrice Gorilla Sapiens. Appena letto il titolo mi sono detto: "Ma cosa si può scrivere con un titolo del genere?"
La risposta è ovvia: un libro del genere.



Trama: Il libro narra la storia di Stefano, un ragazzo universitario affetto da ipertiroidismo. La sua vita oscilla fra visite mediche e vita tipica da universitario in quel di Roma, nello specifico, all'Università La Sapienza.
Il tutto condito dalle parole che Stefano legge in un quaderno trovato per caso, scritte da un uomo nigeriano immigrato, Oluwafemi

Analisi: Il libro si legge in un fiato, sono circa centoventi pagine nelle quali i riferimenti alla cultura pop abbondano. L'occhio di Stefano è critico, acido più che caustico e rivela alcuni aspetti della società poco piacevoli, ipocrisia, cinismo fine a se stesso, egocentrismo e una linea sottile, finissima, che divide un italiano medio da un immigrato medio.
Lo stile è ancora acerbo, lo si percepisce da parole come liso, ingollare. Non per questo poco attraente. La narrazione scorre, forse troppo velocemente e alcune immagini appaiono poco chiare. 
Non vi è respiro, ma questo lo si può evidenziare come punto a suo favore. Vi è qualcosa di nevrotico, qualcosa del passivo-aggressivo e Marco Parlato ne fa un punto di forza nella sua narrazione. 
Qui si sta sviluppando uno stile, uno scrittore e da ciò che salta all'occhio, Marco Parlato è da tenere sotto osservazione, senza dubbio.

Consiglio questo libro a tutti coloro che hanno voglia di leggere qualcosa di diverso, di particolare e alle persone che con la timidezza non hanno nulla a che fare.

martedì 8 aprile 2014

Cammina insieme a me

Un giorno,
credimi,
sfiorirai
anche tu.

È l'unico
modo
che ho
per dirti
che sei
uguale a me.

Calpesteremo
lo stesso fango,
gli stessi orrori;
e io sarò lì
con te,
a domandarti
se qualcosa
di più infinito
dei nostri
passi
sia in grado
di portarci
lontano.

Goccioleremo
l'uno nell'altra,
e indosseremo
entrambi
la stessa paura
che distrae
la mente
dall'immortalità.

"Gli spicchi di mela sono frammenti che il Bruco dimentica nelle sue gallerie. Qualche volta marciscono, qualche volta vengono ritrovati e altre volte si perdono per strada".


lunedì 31 marzo 2014

Recensione: Steve Rodney McQueen - 12 anni schiavo

Questo film è tratto dall'autobiografia di Solomon Northup, scritta nel 1853. Mi ci sono accostato per curiosità, più che per fama.



Trama: Il film narra le vicende di Solomon Northup nel periodo immediatamente prima la guerra di secessione. Solomon è un uomo di colore, libero. Vive con la sua famiglia a Saratoga Springs, nello stato di New York. Ottimo violinista, cede all'offerta di ingaggio di due falsi agenti di spettacolo che lo venderanno come schiavo nelle piantagioni di cotone della Louisiana, sotto la guida dello schiavista Edwin Epps.
Da quel momento in avanti, Solomon rimarrà schiavo per dodici anni, cambiando più volte padrone e subendo ogni tipo di maltrattamento fisico.

Analisi: Questo è uno di quei film da vedere almeno una volta nella vita. Non si tratta di schiavismo fine a se stesso. Non è un film che accusa i bianchi, almeno, non dà quest'impressione. La parte interessante riguarda tutto ciò che accade a livello emozionale e sentimentale. Esiste una giusta dose di persone buone e di persone cattive, per dirla in termini semplici.  Ci fa comprendere come, durante lo schiavismo, esistessero comunque persone che guardavano a tale scempio come qualcosa di orribile, ignorante e senza alcun senso.
Mi ha ricordato da lontano Il colore viola di Steven Spielberg, anche se il pathos, bisogna ammetterlo, lo si ritrova in misura minore.

Consiglio questo film a tutti, perché è uno dei pochissimi, oggi in circolazione, in grado di fornire un punto di vista assolutamente neutrale ed equilibrato su ciò che è stato il razzismo e soprattutto lo schiavismo nell'America di metà '800.


mercoledì 26 marzo 2014

Ruggine

Una volta
vidi
un mio amico
intingere l'ago
in un
cucchiaio
pieno
di lacrime.

Dovette
raccoglierne
molte.

Non so
se avessero
tutte
lo stesso
sapore.

Ora,
quando guardo
le sue mani sporche
e le sue unghie nere,
penso:
piuttosto
che raccogliere
incubi
lascio che mi
si arrugginisca
la lingua.

"Gli spicchi di mela sono frammenti che il Bruco dimentica nelle sue gallerie. Qualche volta marciscono, qualche volta vengono ritrovati e altre volte si perdono per strada".

mercoledì 12 marzo 2014

Coltivare

Ho imparato
a distruggermi
e rimontarmi,
ogni giorno.

Perché
per inseguire
il mondo
è necessario
sradicarsi
da se stessi.

Ho preso
il mio cuore
fra le mani,
e tra tutti
i suoi battiti
ho scelto
quello
più rosso.

L'ho lasciato
cadere,
sperando
di poterlo
coltivare
dentro di te.

Adesso chiedi,
domandami
se fra tutte
le smorfie,
i grugniti,
e le lacrime
non esiste
un collegamento
con i capricci
della terra.

"Gli spicchi di mela sono frammenti che il Bruco dimentica nelle sue gallerie. Qualche volta marciscono, qualche volta vengono ritrovati e altre volte si perdono per strada".

martedì 11 marzo 2014

Tregua

Chiedo al tempo
un po' di tregua.

Gira così veloce
che si dimentica
di chiudere
la porta
quando se ne va.

E mi rimane dentro;
scalcia, cresce
e si divincola
come un bambino
malformato.

Ma la mia
natura
non mi
consente
di partorire.

E quindi,
me lo devo
portare dentro
come un grumo
secco e piatto,
come un estraneo
che sa
quanto è
profondo
il mio cadavere.

"Gli spicchi di mela sono frammenti che il Bruco dimentica nelle sue gallerie. Qualche volta marciscono, qualche volta vengono ritrovati e altre volte si perdono per strada".